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Anschluss
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Il termine mwfqtedesco mwfgmwfwmwgaAnschlusscite-ref-nota-1-0[N 1] (/ˈʔanʃlʊs/; letteralmente mwhgannessione, mwhwconnessione, mwiacollegamento) o mwiqAnschlußcite-ref-2[1] (vecchia ortografia), conosciuto anche come mwjgmwjwAnschluß Österreichs (, mwkqannessione dell'Austria), si riferisce, in senso strettamente politico, all'annessione dell'mwkgAustria alla mwkwGermania nazista avvenuta il 13 marzo 1938 con l'obiettivo di formare la "mwlaGrande Germania". Questo termine si contrappone allmwlq'mwlgmwlwAusschluss, l'esclusione dell'Austria dalla mwmaGermania avvenuta all'epoca della dominazione del mwmqRegno di Prussia.
L'idea di un mwmwmwnaAnschluss (un'Austria e una Germania unite che avrebbero formato una "mwnqGrande Germania")cite-ref-nota2-4-0[N 2] iniziò dopo che l'mwogunificazione della Germania escluse l'Austria e i tedeschi austriaci dall'mwowImpero tedesco dominato dalla Prussia nel 1871. Dopo la fine della prima guerra mondiale con la caduta dell'mwpaImpero austro-ungarico, nel 1918, la neonata mwpqRepubblica dell'Austria tedesca tentò di formare un'unione con la Germania, ma il mwpgtrattato di Saint Germain (10 settembre 1919) e il mwpwtrattato di Versailles (28 giugno 1919) proibirono sia l'unione che l'uso continuato del nome "Austria tedesca" (mwqamwqqDeutschösterreich); e spogliò l'Austria di alcuni dei suoi territori, come i mwqgSudeti.
Prima dell'mwraAnschluss, sia in Austria che in Germania c'era stato un forte sostegno all'unificazione dei due paesi.cite-ref-5[3] All'indomani dello scioglimento della mwsqmonarchia asburgica — con l'Austria lasciata come un residuo spezzato, privata della maggior parte dei territori che aveva governato per secoli e sottoposta a una grave crisi economica — l'idea dell'unità con la Germania sembrava allettante anche per molti cittadini della sinistra e del centro. Il sostegno all'unificazione con la Germania non era politico, ma proveniva principalmente dalla convinzione che l'Austria, spogliata della sua terra imperiale, non fosse economicamente sostenibile.cite-ref-shepherd1-6-0[4] Tuttavia, il sostegno popolare all'unificazione svanì gradualmente con il tempo, sebbene rimase un concetto nel discorso politico austriaco contemporaneo.cite-ref-shepherd2-7-0[5]
Ma dopo il 1933, quando mwuwAdolf Hitler salì al potere in Germania, il desiderio di unificazione poteva essere identificato con i nazisti, per i quali era parte integrante del mwvamwvqHeim ins Reich nazista, che cercava d'incorporare il maggior numero possibile di mwvgmwvwVolksdeutsche (cittadini tedeschi al di fuori della Germania) in una "mwwaGrande Germania".cite-ref-6-8-0[6] Gli agenti della Germania nazista coltivarono tendenze filo-unificazione in Austria e cercarono di minare il governo austriaco, che era controllato dall'mwxqaustrofascista mwxgFronte Patriottico. Durante un mwxwtentativo di colpo di stato nel 1934, il cancelliere austriaco mwyaEngelbert Dollfuss venne assassinato dai nazisti austriaci. La sconfitta del colpo di stato spinse molti importanti nazisti austriaci ad andare in esilio in Germania, dove continuarono i loro sforzi per l'unificazione dei due paesi.
All'inizio del 1938, sotto la crescente pressione degli attivisti filo-unificazione, il cancelliere austriaco mwygKurt Schuschnigg annunciò che ci sarebbe stato un referendum su una possibile unione con la Germania contro il mantenimento della sovranità austriaca che si sarebbe tenuto il 13 marzo. Descrivendo ciò come una sfida alla volontà popolare in Austria e Germania, Hitler minacciò un'invasione e fece segretamente pressioni su Schuschnigg affinché si dimettesse. Un giorno prima del previsto referendum, il 12 marzo, lmwyw'mwzamwzqHeer tedesco attraversò il confine con l'Austria, incontrastato dall'esercito austriaco. Il 10 aprile si tenne un mwzgplebiscito, in cui il voto non era segreto e vennero impiegate minacce e coercizione per manipolare il voto, con il risultato di un'approvazione del 99,7% per l'Anschluss.
Contents
• Eredità
• Note
• Fonti
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Il contesto storico
Prima del 1918
L'idea di raggruppare tutti i mwcqtedeschi in un unico stato-nazione era stata oggetto di dibattito nel XIX secolo dalla mwcgdissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806 fino allo scioglimento della mwcwConfederazione germanica nel 1866. L'Austria aveva voluto una mwdamwdqGroßdeutsche Lösung (soluzione della Grande Germania), in base alla quale gli stati tedeschi si sarebbero uniti sotto la guida dei tedeschi austriaci (mwdgAsburgo). Questa soluzione avrebbe incluso tutti gli stati tedeschi (comprese le regioni non tedesche dell'Austria), ma la Prussia avrebbe dovuto accettare un ruolo secondario. Questa controversia, chiamata mwdwdualismo, dominò la mweadiplomazia austro-prussiana e la politica degli stati tedeschi a metà del XIX secolo.cite-ref-9[7]
Nel 1866 la faida terminò finalmente durante la mwfgguerra austro-prussiana, in cui i prussiani sconfissero gli austriaci escludendo così l'mwfwImpero austriaco e i tedeschi austriaci dalla Germania. Lo statista prussiano mwgaOtto von Bismarck formò la mwgqConfederazione Tedesca del Nord, che comprendeva la maggior parte dei restanti stati tedeschi, a parte alcuni nella regione sud-occidentale delle terre abitate dai tedeschi, ed ampliò ulteriormente il potere del mwggRegno di Prussia. Bismarck usò la mwgwguerra franco-prussiana (1870-1871) come un modo per convincere gli stati tedeschi del sud-ovest, compreso il mwhaRegno di Baviera, a schierarsi con la Prussia contro il mwhqSecondo Impero francese. Grazie alla rapida vittoria della Prussia, il dibattito venne risolto e nel 1871 si formò il "mwhgKleindeutsch" (mwhwImpero tedesco) basato sulla guida di Bismarck e della Prussia, escludendo l'Austria.cite-ref-10[8] Oltre a garantire il dominio prussiano di una mwjaGermania unita, l'esclusione dell'Austria assicurò anche che la Germania avrebbe avuto una sostanziale maggioranza protestante.
Il mwjwCompromesso austro-ungarico del 1867, lmwka'mwkqAusgleich, prevedeva una doppia sovranità, l'mwkgImpero austriaco e il mwkwRegno d'Ungheria, sotto mwlaFrancesco Giuseppe I. Il dominio austro-ungarico di questo variegato impero comprendeva vari gruppi etnici diversi tra cui ungheresi, gruppi etnici slavi come croati, cechi, polacchi, russini, serbi, slovacchi, sloveni e ucraini, nonché italiani e rumeni governati da una minoranza tedesca.cite-ref-11[9] L'impero provocò tensioni tra i vari gruppi etnici. Molti pangermanici austriaci mostrarono fedeltà a mwmqBismarckcite-ref-12[10] e solo alla Germania, indossavano simboli temporaneamente vietati nelle scuole austriache e sostenevano la dissoluzione dell'impero per consentire all'Austria di ricongiungersi alla Germania, come era stato durante la Confederazione tedesca del 1815-1866.cite-ref-13[11]cite-ref-14[12] Sebbene molti austriaci sostenessero il pangermanismo, molti altri mostrarono fedeltà alla mwpgmonarchia asburgica e desideravano che l'Austria rimanesse un paese indipendente.cite-ref-15[13]
Le conseguenze della prima guerra mondiale
mwsgErich Ludendorff scrisse al mwswMinistero federale degli affari esteri il 14 ottobre 1918 circa la possibilità di condurre un mwtaAnschluss con le aree tedesche dell'mwtqAustria-Ungheria, dato che la sua mwtgdissoluzione aveva eliminato il problema delle numerose etnie del Paese. Il segretario mwtwWilhelm Solf si oppose alla proposta, affermando che "avrebbe fornito all'mwuaIntesa una giustificazione per chiedere compensazioni territoriali". Durante la mwuqconferenza di pace di Parigi i francesi cercarono di vietare un'unione tra Austria e Germania, con il ministro degli Affari Esteri francese Stephen Pichon che affermava che "devono vedere che alla Germania non è data l'opportunità di ricostruire la sua forza utilizzando le popolazioni austriache che rimangono al di fuori della Cecoslovacchia, della Polonia e della Jugoslavia". Venne raggiunto un compromesso e l'articolo 80 del mwuwTrattato di Versailles affermava che "la Germania riconosce e rispetterà rigorosamente l'indipendenza dell'Austria, entro i confini che possono essere fissati in un trattato tra quello Stato e le principali potenze alleate e associate; accetta che questa indipendenza sia inalienabile, salvo il consenso del Consiglio della mwvaSocietà delle Nazioni."cite-ref-16[14]
L'opinione d'élite e popolare della mwwgRepubblica dell'Austria tedesca dopo il 1918 favorì largamente una sorta di unione con la Germania.cite-ref-17[15] Un'assemblea nazionale provvisoria austriaca redasse una costituzione provvisoria che affermava che "l'Austria tedesca è una repubblica democratica" (articolo 1) e "l'Austria tedesca è una componente della Repubblica tedesca" (articolo 2). Successivi plebisciti nelle province di confine tedesche del mwxwTirolo e mwyaSalisburgo produssero maggioranze del 98% e del 99% a favore di un'unificazione con la mwyqRepubblica di Weimar. Vennero quindi proibiti ulteriori plebisciti. Tuttavia, Erich Bielka osserva che i plebisciti vennero viziati da brogli elettorali e manipolazione degli elettori, e quindi non riflettevano l'opinione generale austriaca in quel momento:cite-ref-manning2-18-0[16]cite-ref-bielka-19-0[17]
«Oltre alla massiccia campagna di propaganda e alla non trascurabile influenza tedesca del
Reich
, le schede elettorali "Ja" erano prestampate e fornite ai seggi elettorali e le schede dovevano essere consegnate a un funzionario elettorale, minando la riservatezza degli elettori. Inoltre, le norme sull'eleggibilità degli elettori erano concepite in modo liberale e, quindi, suscettibili di abusi. Furono ammessi al voto non solo gli iscritti alle elezioni del
Nationalrat
dell'ottobre 1920, ma anche coloro che si registrarono come residenti in Tirolo prima dell'aprile 1921, cioè meno di quindici giorni prima di recarsi alle urne, così come tutti quei tirolesi che vivevano fuori dallo stato; venne persino noleggiato un treno dalla Baviera per mitigare l'onere finanziario del viaggio "a casa".
»
All'indomani del divieto di un mw2qAnschluss, i tedeschi sia in Austria che in Germania sottolinearono una contraddizione nel principio nazionale dell'mw2gautodeterminazione perché i trattati non concedevano l'autodeterminazione ai tedeschi (come gli tedeschi austriaci ed i mw2wtedeschi dei Sudeti) al di fuori del mw3aReich tedesco.cite-ref-21[19]cite-ref-22[20] mw5qHugo Preuss, l'estensore della mw5gCostituzione di Weimar tedesca, criticò gli sforzi per prevenire un mw5wAnschluss; vedeva il divieto come una contraddizione del principio mw6awilsoniano di autodeterminazione dei popoli.cite-ref-23[21]
Le costituzioni della mw7gRepubblica di Weimar e della mw7wPrima Repubblica austriaca includevano entrambe l'obiettivo politico dell'unificazione, ampiamente sostenuto dai partiti. All'inizio degli anni '30, il governo austriaco guardò ad una possibile mw8aunione doganale con la Repubblica tedesca nel 1931. Tuttavia, alla fine il patriottismo regionale era più forte del sentimento pangermanista.cite-ref-7-24-0[22] Nell'Impero austriaco, ogni mw9qmw9gKronland aveva il proprio governo funzionale e godeva di una discreta autonomia da mw9wVienna, con "ciascuno che guardava invece alla propria capitale".cite-ref-7-24-1[22] Secondo Jody Manning, l'idea dell'unificazione con la Germania non era molto popolare tra la popolazione austriaca nel 1919, il che è uno dei motivi per cui non si tenne alcun referendum nazionale, anche prima che fosse proibito dall'Intesa:
«Nonostante le statistiche inizialmente convincenti, nel complesso, appare dubbio che una maggioranza qualificata di austriaci avrebbe sostenuto l
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Anschluss
con la Germania. Dalle scarse prove disponibili, sembra che il movimento filo-
Anschluss
potesse sperare solo in una risicata maggioranza in caso di plebiscito, e non il 75 per cento necessario, e che il numero dei sostenitori dell
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Anschluss
nel 1919 non fosse superiore al 50 per cento della popolazione. Anche Otto Bauer, leader del Partito Socialdemocratico, dovette ammettere che sia la borghesia che i contadini volevano "un'Austria indipendente pienamente capace di una vita nazionale propria". Più significativa è l'ammissione di Bauer che, a causa della forza dell'opposizione conservatrice all
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Anschluss
e della reale possibilità che la maggioranza avrebbe votato contro l
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Anschluss
, i socialisti non osarono indire un referendum nel 1919.
»
I francesi tentarono di impedire un mwaqyAnschluss incorporando l'Austria in una Confederazione danubiana nel 1927. Il ministro degli Affari Esteri tedesco mwaqcGustav Stresemann si oppose, poiché lo vedeva come un tentativo di riformare l'impero austro-ungarico, e si offrì di formare un'unione doganale con l'Austria. Tuttavia, il cancelliere austriaco mwaqgIgnaz Seipel, un oppositore dellmwaqk'mwaqoAnschluss, rifiutò l'offerta. Seipel venne sostituito nel 1929 da mwaqsJohann Schober, che perseguì una politica filo-tedesca e tentò di formare un'unione doganale. Tuttavia, una crisi politica portò Schober a perdere il potere e Seipel tornò al governo come ministro degli Affari Esteri. I negoziati vennero ripresi dopo che mwaqwOtto Ender divenne cancelliere e vennero finalizzati con il ministro degli Esteri tedesco mwaq0Julius Curtius il 5 marzo 1931, prima di essere approvati dalla Germania il 18 marzo. La Francia si oppose all'unione doganale, affermando che violava l'articolo ottantotto del mwaq4Trattato di Saint-Germain-en-Laye.cite-ref-26[24]
La Germania nazista e l'Austria
Quando i nazisti, guidati da Adolf Hitler, salirono al potere nella Repubblica di Weimar, il governo austriaco si ritirò dai legami economici. Come la Germania, l'Austria sperimentò la turbolenza economica che fu il risultato della mwaseGrande depressione, con un alto tasso di disoccupazione e un commercio e un'industria instabili. Durante gli mwasianni '20 era un obiettivo per il capitale di investimento tedesco. Nel 1937, il rapido mwasmriarmo tedesco aumentò l'interesse di Berlino per l'annessione dell'Austria, ricca di materie prime e manodopera. Forniva alla Germania mwasqmagnesio e i prodotti dell'industria siderurgica, tessile e meccanica. Aveva riserve in oro e valuta estera, molti lavoratori qualificati disoccupati, centinaia di fabbriche inattive e grandi potenziali risorse idroelettriche.cite-ref-27[25]
Hitler, un tedesco austriaco di nascita,cite-ref-28[26]cite-ref-nota3-30-0[N 3] raccolse le sue idee mwatinazionaliste tedesche in giovane età. Mentre s'infiltrava nel mwatmPartito Tedesco dei Lavoratori (DAP), Hitler venne coinvolto in un'accesa discussione politica con un visitatore, un professore Baumann, che proponeva che la mwatqBaviera si staccasse dalla mwatuPrussia e trovasse una nuova nazione della Germania meridionale con l'Austria. Attaccando con veemenza le argomentazioni dell'uomo, fece impressione sugli altri membri del partito con le sue capacità oratorie e, secondo Hitler, il "professore" lasciò l'aula riconoscendo inequivocabilmente la sconfitta.cite-ref-31[28] Impressionato da Hitler, mwatsAnton Drexler lo invitò ad unirsi al DAP. Hitler accettò il 12 settembre 1919,cite-ref-32[29] diventando il 55° membro del partito.cite-ref-33[30] Dopo essere diventato leader del DAP, Hitler si rivolse a una folla il 24 febbraio 1920 e, nel tentativo di fare appello a parti più ampie della popolazione tedesca, il DAP venne ribattezzato mwauqPartito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP).cite-ref-34[31]
Come primo punto, il mwauoProgramma nazionalsocialista del 1920 affermava: "Chiediamo l'unificazione di tutti i tedeschi nella Grande Germania sulla base del diritto del popolo all'autodeterminazione". Hitler sostenne in un saggio del 1921 che il mwausReich tedesco aveva un unico compito: "incorporare i dieci milioni di austro-tedeschi nell'Impero e detronizzare gli Asburgo, la dinastia più miserabile che abbia mai regnato".cite-ref-35[32] I mwavenazisti miravano a mwaviriunire tutti i tedeschi che erano nati nel mwavmReich o vivevano al di fuori di esso per creare un "mwavqReich tedesco". Hitler scrisse nel mwavumwavyMein Kampf (1925) che avrebbe creato un'unione tra il suo paese natale, l'Austria e la Germania, con ogni mezzo possibile.cite-ref-hitler2010-36-0[33]
La mwavwPrima Repubblica austriaca fu dominata dalla fine degli anni '20 dal Partito Sociale Cristiano (CS), le cui politiche economiche erano basate sull'enciclica papale mwav4mwav8Rerum novarum. La Prima Repubblica si disintegrò gradualmente nel 1933, quando il parlamento venne sciolto e il potere venne accentrato nell'ufficio del mwawacancelliere, che aveva il potere di governare per decreto. I partiti rivali, inclusi i nazionalsocialisti austriaci, vennero banditi e il governo si evolse in un governo monopartitico mwawicorporativista che unì il CS e il movimento paramilitare mwawmmwawqHeimwehr. Controllava i rapporti di lavoro e la stampa. (mwawuVedi mwawyAustrofascismo e mwawcFronte Patriottico). Il nuovo regime enfatizzò gli elementi cattolici dell'identità nazionale austriaca e si oppose tenacemente all'unione con la mwawgGermania nazista.
mwawoEngelbert Dollfuss e il suo successore, mwawsKurt Schuschnigg, si rivolsero all'mwawwItalia fascista di mwaw0Benito Mussolini per ispirazione e sostegno. Mussolini sostenne l'indipendenza dell'Austria, in gran parte a causa della sua preoccupazione che Hitler alla fine avrebbe premuto per il ritorno dei territori italiani che un tempo erano stati governati dall'Austria. Tuttavia, Mussolini aveva bisogno del sostegno tedesco in Etiopia (mwaw4vedi mwaw8guerra d'Etiopia). Dopo aver ricevuto l'mwaxaassicurazione personale di Hitler che la Germania non avrebbe chiesto concessioni territoriali all'Italia, Mussolini strinse un rapporto cliente con Berlino che iniziò con la formazione dell'mwaxeAsse Berlino-Roma nel 1937.
La svolta autoritaria in Austria
Il Partito nazista austriaco non riuscì a conquistare alcun seggio alle elezioni generali del novembre 1930, ma la sua popolarità crebbe in Austria dopo che Hitler salì al potere in Germania. Anche l'idea che il paese si unisse alla Germania crebbe in popolarità, grazie in parte a una campagna di mwax0propaganda nazista che utilizzava slogan come mwax4mwax8Ein Volk, ein Reich, ein Führer ("Un popolo, Un impero, un leader") per cercare di convincere gli austriaci a sostenere un mwayaAnschluss al mwayeReich tedesco.cite-ref-37[34] Lmwayy'mwaycAnschluss avrebbe potuto verificarsi per processo democratico se i nazisti austriaci non avessero iniziato una campagna terroristica. Secondo John Gunther nel 1936, "nel 1932 l'Austria era probabilmente all'ottanta per cento filo-mwaykAnschluss".cite-ref-gunther19362-38-0[35]
Quando la Germania permise ai residenti in Austria di votare il 5 marzo 1933, tre treni speciali, barche e camion portarono una tale massa a mwazePassavia che le mwaziSS organizzarono un cerimoniale di benvenuto.cite-ref-39[36] Gunther scrisse che alla fine del 1933 l'opinione pubblica austriaca sull'annessione tedesca era contraria per almeno il 60%.cite-ref-gunther19362-38-1[35] Il 25 luglio 1934, Dollfuss venne assassinato dai nazisti austriaci in un fallito colpo di stato. Successivamente, i principali nazisti austriaci fuggirono in Germania, ma da lì continuarono a spingere per l'unificazione. I restanti nazisti austriaci continuarono gli attacchi terroristici contro le istituzioni governative austriache, causando un bilancio delle vittime di oltre 800 persone tra il 1934 e il 1938.
Il successore di Dollfuss fu mwazwKurt Schuschnigg, che seguì un corso politico simile al suo predecessore. Nel 1935 Schuschnigg usò la polizia per sopprimere i sostenitori nazisti. Le azioni della polizia sotto Schuschnigg includevano la raccolta di nazisti (e socialdemocratici) e la loro detenzione in mwaz0campi d'internamento. L'mwaz4austrofascismo dell'Austria tra il 1934 e il 1938 si concentrò sulla storia dell'Austria e si oppose all'assorbimento dell'Austria nella Germania nazista (secondo la filosofia cui gli austriaci erano "tedeschi superiori"). Schuschnigg definì l'Austria il "miglior stato tedesco", ma lottò per mantenere l'Austria indipendente.
Nel 1936 il danno arrecato all'Austria dal boicottaggio tedesco era troppo grande. Quell'estate Schuschnigg disse a Mussolini che il suo paese doveva mettersi d'accordo con la Germania. L'11 luglio 1936 firmò un accordo con l'ambasciatore tedesco mwaakFranz von Papen, in cui Schuschnigg accettò il rilascio dei nazisti imprigionati in Austria e la Germania promise di rispettare la sovranità austriaca.cite-ref-gunther19362-38-2[35] Secondo i termini del trattato austro-tedesco, l'Austria si dichiarò uno "Stato tedesco" che avrebbe sempre seguito la guida della Germania in politica estera, e ai membri dell'"Opposizione nazionale" venne permesso di entrare nel gabinetto, in cambio per cui i nazisti austriaci promisero di cessare i loro attacchi terroristici contro il governo. Ciò non soddisfò Hitler ed i nazisti austriaci filo-tedeschi si rafforzarono.
Nel settembre 1936, Hitler lanciò il mwaa8Piano quadriennale, che richiedeva un drammatico aumento delle spese militari e di rendere la Germania il più mwabaautarchica possibile, con l'obiettivo di avere il mwabeReich pronto a combattere una guerra mondiale entro il 1940.cite-ref-overy-41-0[38] Il piano quadriennale richiedeva enormi investimenti nelle acciaierie mwabymwabcReichswerke, un programma per lo sviluppo di mwabgpetrolio sintetico che ben presto andò oltre il budget e programmi per produrre più prodotti chimici e alluminio; il piano richiedeva una politica di sostituzione delle importazioni e di razionalizzazione dell'industria per raggiungere i suoi obiettivi che fallirono completamente.cite-ref-overy-41-1[38] Mentre il piano quadriennale calava sempre più indietro rispetto ai suoi obiettivi, mwab0Hermann Göring, il capo dell'ufficio del Piano quadriennale, iniziò a premere per un mwab4Anschluss come modo per garantire il ferro e altre materie prime dell'Austria come soluzione ai problemi con il Piano quadriennale.cite-ref-0-42-0[39] Lo storico britannico Sir mwacmIan Kershaw scrisse:
«[...] soprattutto fu Hermann Göring, in quel momento vicino all'apice del suo potere, che molto più di Hitler, per tutto il 1937 fece la corsa e spinse al massimo per una rapida e radicale soluzione della "questione austriaca". Göring non operava semplicemente come agente di Hitler in questioni relative alla "questione austriaca". Il suo approccio differiva nell'enfasi per aspetti significativi. [...] Ma le ampie nozioni di politica estera di Göring, che spinse in larga misura di sua iniziativa a metà degli anni '30, attingevano maggiormente ai tradizionali concetti pangermanici di politica della potenza nazionalista per raggiungere l'egemonia in Europa che sul dogmatismo razziale centrale nell'ideologia di Hitler.
»
Göring era molto più interessato al ritorno delle ex mwacocolonie tedesche in mwacsAfrica di Hitler, che credette fino al 1939 nella possibilità di un'alleanza anglo-tedesca (un'idea che Hitler aveva abbandonato alla fine del 1937), e voleva tutta l'Europa orientale nella mwacwsfera di influenza economica tedesca.cite-ref-1-43-0[40] Göring non condivideva l'interesse di Hitler per il mwademwadiLebensraum ("spazio vitale") perché per lui era sufficiente avere l'Europa orientale nella sfera di influenza economica tedesca.cite-ref-0-42-2[39] In questo contesto, l'annessione dell'Austria alla Germania era la chiave per portare l'Europa orientale nell'auspicato mwadcGroßraumwirtschaft di Göring ("maggiore spazio economico").cite-ref-1-43-1[40]
Di fronte ai problemi del Piano quadriennale, Göring era diventato la voce più forte in Germania, chiedendo un mwad0Anschluss, anche a rischio di perdere un'alleanza con l'Italia.cite-ref-2-44-0[41] Nell'aprile 1937, in un discorso segreto davanti a un gruppo di industriali tedeschi, Göring affermò che l'unica soluzione ai problemi legati al raggiungimento degli obiettivi di produzione di acciaio stabiliti dal Piano quadriennale era l'annessione dell'Austria, che Göring notava era ricca di ferro.cite-ref-2-44-1[41] Göring non fornì una data per lmwaey'mwaecAnschluss, ma dato che gli obiettivi del piano quadriennale dovevano essere tutti raggiunti entro settembre 1940 e gli attuali problemi con il raggiungimento degli obiettivi di produzione dell'acciaio, suggerì che voleva un mwaegAnschluss in un futuro molto prossimo.cite-ref-2-44-2[41]
La fine dell'indipendenza dell'Austria
Hitler disse a Goebbels nella tarda estate del 1937 che alla fine l'Austria avrebbe dovuto essere presa "con la forza".cite-ref-45[42] Il 5 novembre 1937, Hitler convocò un incontro con il ministro degli esteri mwafoKonstantin von Neurath, il feldmaresciallo ministro della guerra mwafsWerner von Blomberg, il comandante dell'esercito generale mwafwWerner von Fritsch, il comandante della mwaf0Kriegsmarine ammiraglio mwaf4Erich Raeder ed il comandante della mwaf8Luftwaffe Hermann Göring registrato nel mwagamemorandum di Hossbach. Alla conferenza, Hitler affermò che i problemi economici stavano facendo rimanere indietro la Germania nella corsa agli armamenti con Gran Bretagna e Francia e che l'unica soluzione era lanciare nel futuro successivo una serie di guerre per impadronirsi dell'Austria e della mwageCecoslovacchia, le cui economie sarebbero state saccheggiate per dare alla Germania la leadership nella corsa agli armamenti.cite-ref-46[43]cite-ref-47[44] All'inizio del 1938, Hitler stava seriamente considerando di sostituire Papen come ambasciatore in Austria con il colonnello Hermann Kriebel, il console tedesco a mwagsShanghai o con mwagwAlbert Forster, il mwag0mwag4Gauleiter di Danzica.cite-ref-3-48-0[45] Significativamente, né Kriebel né Forster erano diplomatici professionisti, con Kriebel che era uno dei leader del mwahmputsch di Monaco che era stato nominato console a mwahuShanghai per facilitare il suo lavoro come trafficante d'armi in Cina, mentre Forster era un mwahyGauleiter che aveva dimostrato di poter andare d'accordo con i polacchi nella sua posizione nella mwahcCittà libera di Danzica; entrambi erano nazisti che avevano mostrato una certa abilità diplomatica.cite-ref-3-48-1[45] Il 25 gennaio 1938, la polizia austriaca fece irruzione nella sede viennese del partito nazista austriaco, arrestando il mwahwGauleiter Leopold Tavs, vice del capitano Josef Leopold, scoprendo un deposito di armi e piani per un mwah4putsch.cite-ref-3-48-2[45]
A seguito della crescente violenza e delle richieste di Hitler che l'Austria accettasse un'unione, Schuschnigg incontrò Hitler a mwaiqBerchtesgaden il 12 febbraio 1938, nel tentativo di evitare la conquista dell'Austria. Hitler presentò a Schuschnigg una serie di richieste che includevano la nomina di simpatizzanti nazisti a posizioni di potere nel governo. La nomina chiave fu quella di mwaiuArthur Seyss-Inquart a ministro della pubblica sicurezza, con il pieno ed illimitato controllo della polizia. In cambio Hitler avrebbe riaffermato pubblicamente il trattato dell'11 luglio 1936 e ribadito il suo sostegno alla sovranità nazionale dell'Austria. Vessato e minacciato da Hitler, Schuschnigg accettò queste richieste e le mise in atto.cite-ref-49[46]
Seyss-Inquart era un sostenitore di lunga data dei nazisti che cercavano l'unione di tutti i tedeschi in un unico stato. Leopold sosteneva che fosse un moderato che aveva favorito un approccio evolutivo all'unione. Si oppose alle tattiche violente dei nazisti austriaci, cooperò con gruppi cattolici e volle preservare una misura dell'identità austriaca all'interno della Germania nazista.cite-ref-50[47]
Il 20 febbraio Hitler tenne un discorso davanti al Reichstag che venne trasmesso in diretta e che per la prima volta venne trasmesso anche dalla mwajarete radiofonica austriaca. Una frase chiave del discorso rivolto ai tedeschi che vivevano in Austria e Cecoslovacchia era: "Il mwajeReich tedesco non è più disposto a tollerare la soppressione di dieci milioni di tedeschi oltre i suoi confini."cite-ref-4-51-0[48]
L'annuncio del referendum
Il 3 marzo 1938, i socialisti austriaci si offrirono di sostenere il governo di Schuschnigg in cambio di concessioni politiche, come la legalizzazione della stampa socialista, la restituzione dei fondi confiscati e "la revoca del divieto di indossare distintivi socialdemocratici, mostrare bandiere e stendardi socialdemocratici e cantare canzoni socialdemocratiche."cite-ref-knaur12-52-0[49] Schuschnigg accettò queste richieste e venne sostenuto dal fronte unito di socialisti e comunisti, nonché dallmwaj0'mwaj4Heimwehr, dai gruppi monarchici e dalla maggioranza della polizia austriaca. I socialdemocratici, inoltre, si dichiararono pronti a sostenere Schuschnigg in caso di plebiscito, a condizione che subito dopo tale plebiscito s'iniziasse una trattativa definitiva per includerli nel governo.cite-ref-knaur22-53-0[50] Questo supporto portò Schuschnigg ad annunciare il referendum.
Il 9 marzo 1938, di fronte alle rivolte del piccolo, ma virulento, partito nazista austriaco e alle richieste tedesche in continua espansione nei confronti dell'Austria, il cancelliere mwakqKurt Schuschnigg indisse un mwakureferendum (plebiscito) sulla questione, che si sarebbe tenuto il 13 marzo. Infuriato, l'11 marzo, Adolf Hitler minacciò l'invasione dell'Austria e chiese le dimissioni del cancelliere von Schuschnigg e la nomina del nazista mwakyArthur Seyss-Inquart come suo sostituto. Il piano di Hitler prevedeva che Seyss-Inquart chiamasse immediatamente le truppe tedesche a correre in aiuto dell'Austria, ristabilendo l'ordine e dando all'invasione un'aria di legittimità. Di fronte a questa minaccia, Schuschnigg informò Seyss-Inquart che il plebiscito sarebbe stato annullato.
Per assicurarsi un'ampia maggioranza al referendum, Schuschnigg smantellò lo stato monopartitico. Accettò di legalizzare i mwakgsocialdemocratici ed i loro sindacati in cambio del loro sostegno al referendum.cite-ref-6-8-1[6] Stabilì anche l'età minima per votare a 24 anni, per escludere gli elettori più giovani poiché il movimento nazista era più popolare tra i giovani.cite-ref-54[51] Al contrario, Hitler aveva abbassato l'età per votare per le elezioni tedesche tenute sotto il dominio nazista, in gran parte per compensare la rimozione di mwaleebrei e di altre minoranze etniche dall'elettorato tedesco in seguito all'emanazione delle mwalileggi di Norimberga nel 1935.
Il piano andò storto quando divenne evidente che Hitler non sarebbe rimasto a guardare mentre l'Austria dichiarava la sua indipendenza con voto pubblico. Hitler dichiarò che il referendum sarebbe stato soggetto a gravi frodi e che la Germania non l'avrebbe mai accettato. Inoltre, il Ministero della Propaganda tedesco rilasciò alla stampa rapporti secondo cui in Austria erano scoppiati disordini e che gran parte della popolazione austriaca chiedeva alle truppe tedesche di ristabilire l'ordine. Schuschnigg rispose immediatamente che i rapporti sui disordini erano falsi.cite-ref-55[52]
Hitler inviò un ultimatum a Schuschnigg l'11 marzo, chiedendogli di cedere tutto il potere ai nazisti austriaci o di affrontare un'invasione. L'ultimatum doveva scadere a mezzogiorno, ma venne prorogato di due ore. Senza attendere risposta, Hitler aveva già firmato l'ordine di inviare truppe in Austria all'1.00.cite-ref-02-56-0[53] Tuttavia, il mwamyFührer tedesco sottovalutò la sua opposizione.
Come ha osservato il giornalista vincitore del mwamgpremio Pulitzer Edgar Ansel Mowrer, in un reportage da mwamoParigi per mwamsCBS News: "Non c'è nessuno in tutta la Francia che non creda che Hitler abbia invaso l'Austria per non tenere un vero plebiscito, ma per evitare che il plebiscito pianificato da Schuschnigg dimostrasse al mondo intero quanto poco il nazionalsocialismo avesse realmente avuto su quel piccolo paese".cite-ref-otr-com-57-0[54]
Schuschnigg cercò disperatamente sostegno per l'indipendenza austriaca nelle ore successive all'ultimatum. Rendendosi conto che né la Francia né la Gran Bretagna erano disposte a offrire assistenza, Schuschnigg si dimise la sera dell'11 marzo, ma il presidente mwaneWilhelm Miklas rifiutò di nominare Seyss-Inquart cancelliere. Alle 20:45, Hitler, stanco di aspettare, ordinò che l'invasione iniziasse comunque all'alba del 12 marzo.cite-ref-58[55] Verso le 22:00 venne inviato un falso telegramma a nome di Seyss-Inquart che chiedeva l'arrivo di truppe tedesche, poiché non era ancora cancelliere e non poteva farlo lui stesso. Seyss-Inquart non venne insediato come cancelliere fino a dopo mezzanotte, quando Miklas si rassegnò all'inevitabile.cite-ref-6-8-2[6]cite-ref-02-56-1[53] Nella trasmissione radiofonica in cui Schuschnigg annunciava le sue dimissioni, sostenne di aver accettato i cambiamenti e permise ai nazisti di assumere il governo "per evitare lo spargimento di sangue fraterno [mwan4Bruderblut]".cite-ref-59[56] Seyss-Inquart venne nominato cancelliere dopo la mezzanotte del 12 marzo.
Si dice che dopo aver ascoltato la mwaoqSettima sinfonia di Bruckner, Hitler abbia gridato: "Come si può dire che l'Austria non è tedesca! C'è qualcosa di più tedesco della nostra vecchia pura austriacità?"cite-ref-60[57]
La marcia delle truppe tedesche in Austria
La mattina del 12 marzo 1938, l'mwaqo8ª Armata della mwaqsmwaqwWehrmacht tedesca attraversò il confine con l'Austria. Le truppe vennero accolte da austriaci esultanti con saluti nazisti, bandiere naziste e fiori.cite-ref-61[58] Per la mwareWehrmacht, l'invasione fu la prima grande prova della sua macchina. Sebbene le forze d'invasione fossero mal organizzate e il coordinamento tra le unità fosse scarso, poco importava perché il governo austriaco aveva ordinato al mwariBundesheer austriaco di non resistere.cite-ref-62[59]
Quel pomeriggio, Hitler, a bordo di un'auto, attraversò il confine nella sua città natale, mwargBraunau am Inn, con una guardia del corpo di 4.000 uomini.cite-ref-otr-com-57-1[54] In serata, arrivò a mwar0Linz e venne accolto con entusiasmo. L'entusiasmo mostrato nei confronti di Hitler e dei tedeschi sorprese sia i nazisti che i non nazisti, poiché la maggior parte delle persone credeva che la maggioranza degli austriaci fosse contraria allmwar4'mwar8Anschluss.cite-ref-4-51-1[48]cite-ref-63[60] Molti tedeschi sia dall'Austria che dalla Germania accolsero con favore lmwasg'mwaskAnschluss, poiché lo vedevano come il completamento della complessa ed attesa unificazione di tutti i tedeschi in un unico stato.cite-ref-64[61] Hitler aveva originariamente intenzione di lasciare l'Austria come mwas4Stato satellite, con Seyss-Inquart come capo di un governo filo-nazista. Tuttavia, l'accoglienza travolgente gli fece cambiare rotta ed assorbire l'Austria direttamente nel Reich. Il 13 marzo Seyss-Inquart annunciò l'abrogazione dell'mwas8articolo 88 del trattato di Saint-Germain, che vietava l'unificazione di Austria e Germania, ed approvò la sostituzione degli mwataStati austriaci con i mwatemwatiReichsgaue.cite-ref-4-51-2[48] La presa dell'Austria dimostrò ancora una volta le aggressive ambizioni territoriali di Hitler ed, ancora una volta, l'incapacità degli inglesi e dei francesi di agire contro di lui per aver violato il mwatctrattato di Versailles. La loro mancanza di volontà lo incoraggiò verso ulteriori aggressioni.cite-ref-65[62]
Il viaggio di Hitler attraverso l'Austria divenne un viaggio trionfale che culminò a mwat0Vienna il 15 marzo 1938, quando circa 200.000 austriaci tedeschi esultanti si radunarono intorno alla mwat4mwat8Heldenplatz (piazza degli Eroi) per ascoltare Hitler dire che "la più antica provincia orientale del popolo tedesco sarà, d'ora in poi, il nuovo baluardo del mwauaReich tedesco"cite-ref-66[63], seguito dal suo "più grande risultato" (completare l'annessione dell'Austria per formare un Grande mwauuReich tedesco) dicendo "come leader e cancelliere della nazione tedesca e del mwauyReich, annuncio ora alla storia tedesca l'ingresso della mia patria nel mwaucReich tedesco".cite-ref-67[64]cite-ref-68[65] Hitler in seguito commentò: "Alcuni giornali stranieri hanno detto che siamo caduti sull'Austria con metodi brutali. Posso solo dire: anche nella morte non possono smettere di mentire. Nel corso della mia lotta politica ho ottenuto molto amore dal mio popolo, ma quando ho attraversato l'ex frontiera (in Austria) mi è venuto incontro un tale flusso d'amore che non ho mai sperimentato. Non siamo venuti come tiranni, ma come liberatori."cite-ref-69[66]
La popolarità dell ' Anschluss
Le forze di Hitler soppressero ogni opposizione. Prima che il primo soldato tedesco attraversasse il confine, mwavgHeinrich Himmler e alcuni ufficiali delle mwavkmwavoSchutzstaffel (SS) sbarcarono a Vienna per arrestare importanti rappresentanti della Prima Repubblica, come Richard Schmitz, mwavwLeopold Figl, Friedrich Hillegeist e Franz Olah. Durante le poche settimane tra lmwav8'mwawaAnschluss ed il plebiscito, le autorità radunarono socialdemocratici, comunisti, altri potenziali dissidenti politici ed ebrei austriaci, e l'imprigionarono o li mandarono nei mwawicampi di concentramento. Entro pochi giorni dal 12 marzo, 70.000 persone erano state arrestate. La stazione ferroviaria nordoccidentale in disuso di Vienna venne trasformata in un campo di concentramento improvvisato.cite-ref-70[67] Lo storico americano Evan Burr Bukey avvertì che il risultato del plebiscito andava preso con "grande cautela".cite-ref-5-71-0[68] Il plebiscito fu oggetto di propaganda nazista su larga scala e dell'abrogazione del diritto di voto di circa 360.000 persone (8% della popolazione avente diritto al voto), principalmente nemici politici come ex membri di sinistra partiti e cittadini austriaci di origine ebraica o zingara.cite-ref-5-71-1[68]cite-ref-72[69]cite-ref-73[70]cite-ref-austrian-resistance2-74-0[71]
Il sostegno degli austriaci all'Anschluss era ambivalente; ma, dal momento che il leader del mwaxwPartito Socialdemocratico d'Austria mwax0Karl Renner ed il più alto rappresentante della chiesa cattolica romana in Austria, il cardinale mwax4Theodor Innitzer, avevano entrambi approvato lmwax8'mwayaAnschluss, si poteva contare sul fatto che i due terzi degli austriaci avrebbero votato a favore.cite-ref-5-71-2[68] Cosa significasse il risultato del plebiscito per gli austriaci sarà sempre oggetto di speculazione. Tuttavia, gli storici generalmente concordano sul fatto che non può essere spiegato esclusivamente semplicemente con l'opportunismo o il desiderio della socioeconomia e che rappresentava il genuino sentimento nazionalista tedesco in Austria durante il periodo interbellico.cite-ref-75[72] Inoltre, il generale consenso antisemita in Austria significava che un numero considerevole di austriaci era più che pronto ad "adempiere al proprio dovere" nel "Grande mwaykReich tedesco".cite-ref-76[73] Quanti austriaci a porte chiuse fossero contro lmway4'mway8Anschluss rimane sconosciuto, ma non venne mai vista una sola "faccia infelice" di un austriaco in pubblico quando i tedeschi marciarono in Austria.cite-ref-77[74] Secondo alcuni rapporti della mwazqGestapo, solo da un quarto a un terzo degli elettori austriaci a Vienna erano a favore dellmwazu'mwazyAnschluss.cite-ref-78[75] Nella maggior parte delle aree rurali, specialmente in Tirolo, il sostegno all'Anschluss era ancora più basso.cite-ref-encarta-79-0[76] Secondo Evan Burr Bukey, più di un terzo degli austriaci non sostenne mai pienamente il nazismo durante l'esistenza della Germania nazista.cite-ref-80[77] Secondo le stime del governo austriaco, con l'età di voto a 24 anni, circa il 70% degli austriaci avrebbe votato per preservare l'indipendenza austriaca.cite-ref-knaur22-53-1[50] Si stima che circa un quarto della popolazione austriaca sostenesse il mwa0gNSDAP.cite-ref-knaur22-53-2[50]
I nazisti appena insediati, entro due giorni, trasferirono il potere alla Germania e le truppe della Wehrmacht entrarono in Austria per far rispettare lmwa04'mwa08Anschluss. I nazisti tennero un plebiscito controllato (mwa1aVolksabstimmung) in tutto il Reich entro il mese successivo, chiedendo al popolo di ratificare il "fatto compiuto", e affermando che il 99,7561% dei voti espressi in Austria erano a favore.cite-ref-81[78]cite-ref-82[79]
Sebbene gli mwa1oAlleati fossero impegnati a sostenere i termini del mwa1strattato di Versailles e quello di mwa1wSt. Germain, che proibiva specificamente l'unione di Austria e Germania, la loro reazione fu solo verbale e moderata. Non ebbe luogo nessuno scontro militare e anche le voci più forti contro l'annessione, in particolare l'mwa10Italia fascista, la mwa14Francia e la Gran Bretagna (il "mwa18Fronte di Stresa") rimasero in pace. La protesta verbale più forte venne espressa dal governo del mwa2aMessico.cite-ref-83[80]
La persecuzione degli ebrei
Subito dopo l'Anschluss iniziò la campagna contro gli ebrei. Vennero guidati per le strade di Vienna, le loro case ed i loro negozi vennero saccheggiati. Uomini e donne ebrei vennero costretti a lavare via gli slogan indipendentisti dipinti per le strade di Vienna prima del fallito plebiscito del 13 marzo.cite-ref-snyder2015-84-0[81]cite-ref-85[82] Le attrici ebree del Theater in der Josefstadt vennero costrette a pulire i bagni dalle mwa3kSA. Il processo di mwa3oarianizzazione iniziò e gli ebrei vennero cacciati dalla vita pubblica in pochi mesi.cite-ref-kohlrobertson2006-86-0[83] Questi eventi raggiunsero il culmine nel mwa38pogrom della mwa4amwa4eKristallnacht del 9-10 novembre 1938. Tutte le sinagoghe e le case di preghiera di Vienna vennero distrutte, così come in altre città austriache come Salisburgo. Lo mwa4iStadttempel fu l'unico sopravvissuto, grazie alla sua posizione in un quartiere residenziale che ne impedì l'incendio. La maggior parte dei negozi ebrei vennero saccheggiati e chiusi. Oltre 6.000 ebrei vennero arrestati durante la notte, la maggioranza deportata nel mwa4mcampo di concentramento di Dachau nei giorni seguenti.cite-ref-mckale2006-87-0[84] Le mwa4gLeggi di Norimberga si applicarono in Austria dal maggio 1938, successivamente rinforzate con innumerevoli decreti antisemiti. Gli ebrei vennero gradualmente derubati delle loro libertà, esclusi da quasi tutte le professioni, esclusi da scuole e università e costretti ad indossare il distintivo giallo dal settembre 1941.cite-ref-wistrich19922-88-0[85]
I nazisti sciolsero organizzazioni ed istituzioni ebraiche, sperando di costringere gli ebrei ad emigrare. I loro piani ebbero successo: alla fine del 1941, 130.000 ebrei avevano lasciato Vienna, 30.000 dei quali andarono negli mwa48Stati Uniti. Lasciarono tutte le loro proprietà, ma vennero costretti a pagare la tassa di volo del Reich, una tassa su tutti gli emigrati dalla Germania nazista; alcuni ricevettero sostegno finanziario da organizzazioni umanitarie internazionali in modo da poter pagare questa tassa. La maggior parte degli ebrei che erano rimasti a Vienna alla fine divennero vittime dell'mwa5eOlocausto. Degli oltre 65.000 ebrei viennesi che vennero deportati nei campi di concentramento, meno di 2.000 sopravvissero.cite-ref-89[86]
Il plebiscito successivo all ' Anschluss
L'mwa6aAnschluss ebbe effetto immediato con atto legislativo del 13 marzo, previa ratifica da parte di un mwa6eplebiscito. L'Austria divenne la provincia dell'mwa6iOstmark e Seyss-Inquart venne nominato governatore. Il mwa6mplebiscito si tenne il 10 aprile e registrò ufficialmente un consenso del 99,7% dei votanti.cite-ref-austrian-resistance2-74-1[71]
Sebbene gli storici concordino sul fatto che i voti fossero stati contati accuratamente, il processo non era né libero né segreto. I funzionari erano presenti direttamente accanto alle cabine elettorali e ricevettero la scheda elettorale a mano (a differenza di un voto segreto in cui la scheda elettorale viene inserita in una scatola chiusa). In alcune zone remote dell'Austria, il 13 marzo la gente votò per preservare l'indipendenza dell'Austria (nel plebiscito pianificato ma annullato di Schuschnigg) nonostante la presenza della mwa6omwa6sWehrmacht. Ad esempio, nel villaggio di mwa6wInnervillgraten, una maggioranza del 95% votò per l'indipendenza dell'Austria.cite-ref-encarta2-90-0[87] Tuttavia, nel plebiscito del 10 aprile, a Innervillgraten il 73,3% dei voti fu a favore dellmwa7e'mwa7iAnschluss, che era ancora il numero più basso di tutti i comuni austriaci.cite-ref-tirol-multimedial-91-0[88] In caso di giusto plebiscito, l'Anschluss sarebbe stato sostenuto solo dal 20% della popolazione austriaca.cite-ref-knaur3-92-0[89]cite-ref-speeches-93-0[90]
L'Austria rimase parte della Germania fino alla fine della seconda guerra mondiale. Un governo provvisorio nell'mwa8aAustria occupata dagli Alleati dichiarò lmwa8e'mwa8iAnschluss "mwa8mnull und nichtig" (mwa8qnullo) il 27 aprile 1945. D'ora in poi, l'Austria venne riconosciuta come un paese separato, sebbene rimase divisa in mwa8uzone occupate e controllata dalla mwa8yCommissione alleata fino al 1955, quando il mwa8ctrattato di Stato austriaco ne ripristinò la sovranità.
L'Anschluss nella politica estera italiana
L'Italia liberale e la sicurezza del confine nord-orientale
Uscita vincitrice dalla mwa8sprima guerra mondiale, l'Italia aveva ottenuto la sicurezza della frontiera nord-orientale con il mwa8wtrattato di St. Germain-en-Laye (1919), che definiva il destino dell'mwa80Impero austro-ungarico. L'annessione del mwa84Trentino-Alto Adige fino al mwa88passo del Brennero garantiva la sicurezza della mwa9aPianura Padana, fino ad allora messa in serio pericolo dal cuneo austro-ungarico, che permetteva alle truppe austriache di calare fino alle mwa9efortezze del Quadrilatero, coperte dal mwa9ilago di Garda. La “chiusura delle porte di casa”, obiettivo primario ricercato dall'Italia nella partecipazione alla guerra nelle file dell'mwa9mIntesa, si completava con l'acquisizione della mwa9qCarniola occidentale con mwa9uGorizia, mwa9yTrieste, l'mwa9cIstria fino alle mwa9gAlpi Giulie.
Il mwa9otrattato di St. Germain en Laye, all'articolo 88, sanciva il divieto per la nuova Repubblica d'mwa9sAustria di procedere all'Anschluss. L'Italia, in questo frangente, agiva di concerto con la mwa9wFrancia, la quale, nel tentativo di neutralizzare il potenziale economico-militare tedesco, oltre a richiedere ingenti somme di mwa90riparazioni, fece imporre dalla mwa94conferenza di pace di Parigi nel mwa98trattato di Versailles il divieto di Anschluss per la mwa-aGermania.
In Austria il sentimento popolare era profondamente diviso, così come sembravano indicare ragioni di ordine economico, essendo la nuova repubblica austriaca ridotta ad una piccola entità di mwa-i84 000mwa-m km² e di mwa-q6 500 000 abitanti. Indicativo di forti sentimenti a favore dell'annessione era il fatto che già il 12 novembre 1918 la Repubblica d'mwa-uAustria appena proclamata si definisse come “facente parte del Reich tedesco”, tuttavia era presente anche una cospicua porzione dell'opinione pubblica a favore del mantenimento dell'autonomia.cite-ref-94[91] L'impossibilità di determinare con certezza quale fosse il partito di maggioranza determinò probabilmente l'ostilità di Hitler allo svolgimento del plebiscito proposto dal cancelliere Schuschnigg.
Il divieto di Anschluss imposto da mwa-sFrancia e mwa-wItalia costituiva uno dei molti controsensi del principio di nazionalità, che dominava la sistemazione territoriale europea voluta dal presidente statunitense mwa-4Woodrow Wilson; l'opposizione franco-italiana si manifestò nuovamente nel 1922, allorquando in maggio il nuovo cancelliere mons. mwa-8Ignaz Seipel, nell'intento di rendere più vitale l'economia austriaca, si indirizzò verso i governi europei per ottenere prestiti e impegni finanziari. La Francia, la cui situazione economica in quel momento era la migliore tra le potenze europee, acconsentì a tale prestito, ma impose a Seipel di firmare i protocolli di Ginevra del settembre 1922, con i quali si riaffermava la volontà d'indipendenza dell'mwa-eAustria.
Il problema austriaco dopo l'avvento del fascismo
Anche dopo l'avvento del mwa-qfascismo nell'ottobre del 1922 la politica estera italiana non discostò dall'impostazione cui essa si ispira in età liberale. In particolare, per quel che concerne l'mwa-uAustria e la mwa-yGermania, mwa-cBenito Mussolini apparve come il più strenuo difensore dell'antirevisionismo, così consigliato dalla macchina diplomatica italiana, rimasta dopo il 1922 immutata nel suo organico nonostante la svolta fascista. Ne derivarono dei rapporti pessimi con il Cancelliere tedesco mwa-gGustav Stresemann: questi, nazionalista moderato, era sì convinto che la rinascita tedesca dovesse avvenire attraverso metodi democratici, cercando appoggi a mwa-kLondra e negoziando con mwa-oParigi; tuttavia uno dei punti fermi della sua politica era quella di riunire in un unico grande stato la Nazione tedesca. Un'unificazione austro-tedesca avrebbe posto l'Italia di fronte a una situazione pericolosamente simile a quella affrontata nel 1879 la nascita della mwa-sDuplice Alleanza austro-tedesca.
«L'Italia non potrebbe mai tollerare quella patente violazione dei trattati che consisterebbe nell'annessione dell'Austria alla Germania. La quale annessione, a mio avviso, frustrerebbe la vittoria italiana, aumenterebbe la potenza demografica e territoriale della Germania e darebbe questa situazione di paradosso: che l'unica nazione che aumenterebbe i suoi territori, che aumenterebbe la sua popolazione, facendo di sé il blocco più potente nell'Europa centrale, sarebbe precisamente la Germania»
Allorché nell'estate del 1925 si iniziarono le consultazioni per i futuri mwbaePatti di Locarno, Mussolini inviò istruzioni ai propri Ambasciatori a Londra e a Parigi per chiarire i rapporti tra l'mwbaiItalia e gli alleati dell'mwbamIntesa; nella spiegazione inviata a della Torretta, Ambasciatore a Londra, affermava:
«Qualora la realizzazione del
Patto Renano
dovesse avvenire nei termini precisi che ora si prospettano dal Governo britannico, dando luogo ad una supergaranzia esclusiva […] limitata alla frontiera occidentale, […] ciò porterebbe come conseguenza che l'Italia non avrebbe alcun interesse specifico a intervenire in questo patto, mentre sarebbe messa in condizione da dover pensare ad ottenere nuove specifiche garanzie per l'unica questione che direttamente la interessa [l'Austria]»
Nel telespresso del 13 settembre mwbay1925 a Avezzana, ambasciatore a Parigi, Benito Mussolini aggiungeva:
«La questione [l'Anschluss] riveste per la sicurezza della Francia un carattere assolutamente essenziale a causa dell'aumento di potenzialità che l'annessione determinerebbe da parte del Reich e della preponderanza che gli assicurerebbe nel conflitto storico fondamentale con la Francia»
Da questi due passi si deduce come il sostegno del regime e di Mussolini all'indipendenza austriaca non fosse incondizionato: qualora fosse mancato l'appoggio franco-britannico, l'Italia avrebbe dovuto cercare altrove le garanzie alla propria sicurezza.
L'Austria nel progetto danubiano italiano
Nel 1931 la questione dell'Anschluss si ripropose nuovamente con il progetto avanzato dal Ministro degli Esteri tedesco mwbasJulius Curtius e dal suo collega austriaco mwbawJohann Schober. Il 14 marzo 1931, essi conclusero un accordo per l'assimilazione delle condizioni doganali e politico-commerciali tra i due Paesi: mwba0Germania e mwba4Austria avrebbero mantenuto le rispettive amministrazioni doganali, ma le tariffe e le legislazioni doganali sarebbero state unificate. Era, questo, un tentativo di contrastare l'attuazione del cosiddetto “blocco dei Paesi agricoli” da parte della mwba8Piccola Intesa a cui era associata anche la mwbbaPolonia.
Presso i francesi e gli Italiani, tuttavia, tale progetto non poteva che ricordare che la premessa dell'unificazione tedesca nel 1871 era stata proprio la realizzazione dello mwbbiZollverein a partire dal 1834. Di conseguenza, la questione venne sottoposta nel maggio al Consiglio di Sicurezza della mwbbmSocietà delle Nazioni; mwbbqFrancia e mwbbuItalia, il 18 maggio, esposero la loro contrarietà al progetto e decisero di rinviare la questione alla mwbbyCorte permanente di giustizia internazionale dell'mwbbcAja, che avrebbe dovuto stabilire se esso fosse contrario ai Protocolli di Ginevra del 1922.
Nel suo parere consultivo, la Corte si espresse in senso sfavorevole al progetto con 8 voti contro 7 (tra questi ultimi spiccava quello del membro britannico, segno dell'evoluzione di Londra circa il problema tedesco). Sia mwbboJulius Curtius che mwbbsJohann Schober erano però stati obbligati dalle ripercussioni della mwbbwGrande depressione, che aveva provocato un riflusso degli investimenti americani e britannici, a ritrattare circa le loro intenzioni, al fine di ottenere sostegno finanziario dalla mwbb0Francia, apparentemente ancora immune dal contagio della crisi economica. In relazione al fallimento del mwbb4progetto Curtius-Schober, il Ministro degli Esteri mwbb8Dino Grandi inviava una lettera d'istruzioni a diverse Ambasciate italiane in Europa, nella quale sottolineava come:
«La conclusione dell'accordo austro-tedesco ha dimostrato una cosa inaspettata, che cioè la Germania considera la realizzazione dell'Anschluss come il secondo punto del programma nazionalista tedesco, dopo l'evacuazione renana. […] A questo il Governo italiano sarà costretto ad opporsi con tutti i mezzi di cui dispone, pur cercando, come a Ginevra, di mantenere il più possibile una linea indipendente da quella francese»
È il segnale di un più attivo ruolo italiano nella difesa dell'indipendenza dell'mwbciAustria, determinato anche dalla pericolosa ascesa del mwbcmPartito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori in mwbcqGermania, a cui avrebbe fatto seguito un'analoga tendenza in mwbcuAustria. Per far fronte a questo pericolo, Mussolini avviò contatti più intensi col Principe mwbcyErnst Rüdiger Starhemberg, capo delle Heimwehren e col Cancelliere austriaco mwbcgEngelbert Dollfuss.
L'obiettivo di Mussolini era di inserire l'mwbcoAustria all'interno del rapporto privilegiato che l'mwbcsItalia possedeva con l'mwbcwUngheria già da parecchi anni e che si erano ulteriormente rafforzati con la conclusione degli Accordi del Semmering del 1931 e con il progetto di unione doganale italo-austro-magiara del 1932, durante la visita in Italia del Generale mwbc4Gyula Gömbös, Primo Ministro ungherese. Perciò, i segnali del “mwbc8Drang nach Südosten” tedesco minacciavano la situazione privilegiata di cui l'mwbdaItalia all'epoca godeva nell'area danubiano-balcanica: l'eventuale perdita del mercato austriaco avrebbe causato la fine del progetto di unione doganale italo-austro-magiara e la decadenza dei successi politici italiani in quell'area in funzione antitedesca.
La contemporanea attività commerciale e politica tedesca nei confronti dell'mwbdiUngheria, culminata con la stipula, nel giugno 1933, di un Trattato di amicizia e di commercio, veniva contrastata con i continui negoziati da parte italiana degli Accordi Brocchi, progetto di costituzione di una unione doganale che risaliva agli mwbdqanni trenta e che, come detto, era stata riproposta dal Generale mwbduGyula Gömbös nel 1932. Ricapitolando, oltre all'appoggio al revisionismo ungherese, l'mwbdyItalia finanziava abbondantemente le Heimwehren di mwbdgErnst Rüdiger von Starhemberg e appoggiava politicamente il Governo di Dollfuss.
Negli incontri del 14-17 marzo 1934, il progetto italiano di unione doganale arrivava a coronamento con la firma dei mwbdoprotocolli di Roma del 1934, con i quali l'mwbdsUngheria e l'mwbdwAustria si legavano all'influenza economica e politica italiana. Nel periodo precedente alla conclusione di tale accordo, Mussolini era riuscito a convincere mwbd0Engelbert Dollfuss ad accettare l'idea di smantellare lo Stato democratico e a costituire una dittatura di stampo fascista che mettesse al bando tutti i partiti, compreso quello nazista, e che ponesse alla guida del Paese il mwbd4Fronte Patriottico.
Quando Hitler giunse al potere, non trovò in mwbeaAustria una situazione democratica come in mwbeeGermania, ma una dittatura che non consentiva la propaganda del nazismo. Sulla questione austriaca si registrarono i più grandi attriti tra mwbeiGermania e mwbemItalia, tanto che Mussolini a lungo rifiutò di incontrare il Führer. Tuttavia, il ruolo di garante dell'indipendenza austriaca svolto dall'mwbeqItalia e il sistema politico ivi costruito non erano esenti da problemi di applicazione: l'opinione pubblica non vedeva di buon occhio un eventuale intervento armato italiano, pur in difesa dell'indipendenza nazionale. Simili dubbi venivano espressi anche da mwbeuFrancia, mwbeyGran Bretagna e dalle potenze della mwbecPiccola Intesa.
Del resto, mwbekAdolf Hitler aveva fatto ripetutamente presente a Mussolini, tramite i suoi inviati mwbeoHermann Göring e mwbesFranz von Papen durante tutto il 1933, della necessità che Dollfuss venisse rimosso per consentire la libertà politica in mwbewAustria; tale tesi venne ripetuta dallo stesso Hitler durante l'mwbe0incontro di Stresa del 14-15 giugno 1934, nel corso del quale il Führer chiese ripetutamente la possibilità di tenere libere elezioni in mwbe4Austria, certo di una sicura vittoria dei nazisti locali. Benito Mussolini si limitò a prendere atto delle richieste di Hitler, il che equivaleva ad un rifiuto, conscio che la propaganda nazista avrebbe fatto breccia presso l'opinione pubblica, spianando la strada all'Anschluss e mettendo a rischio la frontiera del mwbe8passo del Brennero.
Nel luglio dello stesso anno ebbe luogo il tentato putsch di mwbfeVienna; la congiura fallì, anche per il minaccioso intervento di mwbfiMussolini che era il protettore di Dollfuss, essendo l'Austria legata all'Italia da numerosi vincoli tra i quali i mwbfmProtocolli di Roma, siglati il 17 marzo mwbfq1934 fra Italia, Austria e Ungheria.cite-ref-95[92] L'obiettivo politico di Hitler era stato tuttavia conseguito, con l'eliminazione del cancelliere Dollfuss, morto durante l'assalto alla Cancelleria.
L'avvicinamento italiano alla Francia e il fallimento del Fronte di Stresa
Il putsch di mwbfsVienna avvenne in contemporanea col negoziato italo-francese per un'alleanza in funzione anti-hitleriana, all'interno di un grande progetto di contenimento tedesco franco-russo, ispirato dal ministro degli esteri francese mwbfwLouis Barthou. mwbf0Mussolini si rese conto, alla luce del fallito colpo di Stato, che era necessario ripensare la strategia antitedesca e si risolse ad avvicinarsi, con molto realismo, alla mwbf4Francia. Questo riavvicinamento condusse alla conclusione degli mwbf8accordi di Roma del 7 gennaio 1935, conclusi da Mussolini e mwbgaPierre Laval, succeduto a Louis Barthou dopo il suo assassinio a mwbgeMarsiglia, probabilmente agevolato dai tedeschi.
In tali accordi i due Stati si misero d'accordo, tra le altre cose, nel garantire l'indipendenza austriaca. Il riavvicinamento alla Francia sarebbe continuato con l'inizio di trattative per un'alleanza militare attraverso i colloqui tra mwbgmPietro Badoglio e mwbgqMaurice Gamelincite-ref-96[93].
Il fronte antitedesco si andava rinforzando, ma con la sopravvenuta mwbgocrisi d'Etiopia e la conseguente guerra, esso si sfaldò, successivamente al fallimento del compromesso mwbgspatto Hoare-Laval, probabilmente facilitato dai sentimenti anti-italiani di mwbgwAlexis Léger, segretario generale del Quai d'Orsay; egli, infatti, rendendo pubblico il testo dell'accordo, rese impossibile il recupero da parte di Francia e mwbg0Gran Bretagna dell'mwbg4Italia all'interno del mwbg8fronte di Stresa. Stesso effetto sortì la conclusione dell'mwbhaaccordo navale anglo-tedesco il 18 giugno 1935, visto come un tradimento britannico nei confronti dell'Italia.
L'avvicinamento italo-tedesco e l'Anschluss
L'atteggiamento italiano nei confronti dell'Anschluss mutò agli inizi del 1936. Il colloquio del 6 gennaio 1936 tra Mussolini e l'ambasciatore tedesco Ullrich Von Hassell pose le basi per il riavvicinamento italo-tedesco, dopo il raffreddamento dei rapporti successivamente al putsch del 1934. In esso il Duce aprì a nuove soluzioni per l'mwbhqAustria, considerando il mwbhufronte di Stresa ormai morto e sepolto. L'mwbhyItalia comunicò all'ambasciatore tedesco che si sarebbe posto fine alla protezione austriaca e che si sarebbe accettata la graduale assimilazione dell'mwbhcAustria e della mwbhgGermania.
Il disinteresse crescente italiano per l'mwbhoAustria portò alla conclusione dell'accordo austro-tedesco dell'11 luglio 1936, con il quale si reintroduceva la possibilità di consentire la propaganda nazista nel Paese. Nonostante questa evoluzione e il riavvicinamento italo-tedesco, Hitler non era ancora sicuro del comportamento italiano in caso di azione in mwbhwAustria. Il cancelliere austriaco mwbh0Kurt Alois von Schuschnigg, dal canto suo, era intenzionato a resistere all'invadenza tedesca, ma non aveva più l'appoggio delle Heimwehren di mwbh8Ernst Rüdiger Starhemberg, scaricato dall'mwbiaItalia, e venne consigliato dagli italiani ad immettere nel governo esponenti nazisti, cosa che avvenne nel maggio 1936, dichiarando che da allora in poi avrebbe aderito alla formula di mons. mwbieIgnaz Seipel “due Stati, una Nazione”.
A completamento del riavvicinamento italo-tedesco avvenne un cambio alla guida del Ministero degli esteri, con la nomina di mwbimGaleazzo Ciano il 9 giugno 1936 e l'allontanamento di mwbiqFulvio Suvich dal Ministero, da sempre contrario alla linea filo-tedesca. In occasione della firma italiana al mwbiuPatto anticomintern del 6 novembre 1937, Benito Mussolini ebbe un colloquio con mwbiyJoachim von Ribbentrop, durante il quale il Duce dichiarò di non aver più intenzione di fare la sentinella dell'indipendenza austriaca. In tal modo la mwbicGermania, dopo l'assenso britannico, ottenuto con l'mwbigaccordo navale anglo-tedesco del 18 giugno 1935, otteneva anche l'assenso italiano. Nel marzo 1938 Adolf Hitler potette procedere all'Anschluss e "la visita di Hitler in Italia – con l’amaro ritirarsi del mwbikpapa a mwbioCastel Gandolfo – sancì l'alleanza fascista con il nazismo; l'occupazione tedesca dell'Austria (che mwbisMontini definì «le penose vicende di questi giorni») faceva crollare il sogno del “blocco dei paesi cattolici”" nella politica estera mwbiwvaticanacite-ref-97[94].
Eredità
Il significato di Anschluss
La parola mwbjuAnschluss è propriamente tradotta come "riunione", "connessione", "unificazione" o "unione politica". Al contrario, la parola tedesca mwbjyAnnektierung (annessione militare) non era, e non è comunemente usata ora, per descrivere l'unione di Austria e Germania nel 1938. La parola mwbjcAnschluss era stata diffusa prima del 1938 descrivendo un'incorporazione dell'Austria nella Germania. Chiamare l'incorporazione dell'Austria nella Germania un mwbjgAnschluss, cioè una "unificazione" o "congiunto", faceva parte anche della propaganda usata nel 1938 dalla Germania nazista per creare l'impressione che l'unione non fosse stata forzata. Hitler descrisse l'incorporazione dell'Austria come un mwbjkHeimkehr, un ritorno alla sua patria originaria.cite-ref-98[95] La parola mwbj4Anschluss esiste dal 1938.
Alcune fonti, come la mwbkamwbkeEncyclopædia Britannica, descrivono lmwbki'mwbkmAnschluss come una "annessione"cite-ref-99[96] piuttosto che un'unione.
I cambiamenti nell'Europa centrale
L'mwbk4Anschluss fu tra i primi passi importanti nel desiderio di Hitler nato in Austria di creare un mwbk8Grande Reich tedesco che doveva includere tutti i mwbletedeschi e tutte le mwbliterre ed i territori che l'mwblmImpero tedesco aveva perso dopo la mwblqprima guerra mondiale. Anche se l'Austria era prevalentemente etnicamente tedesca ed aveva fatto parte del mwbluSacro Romano Impero fino alla sua dissoluzione nel 1806 e alla mwblyConfederazione germanicacite-ref-heeren1873-p480-482-100-0[97] fino al 1866 dopo la sconfitta nella mwblsguerra austro-prussiana, non aveva mai fatto parte dell'impero tedesco. L'mwblwunificazione della Germania portata avanti da mwbl0Otto von Bismarck creò quell'entità dominata dalla mwbl4Prussia nel 1871, con l'Austria, rivale della Prussia per il dominio degli stati tedeschi, esplicitamente esclusa.cite-ref-101[98]
Prima di annettere l'Austria nel 1938, la Germania nazista aveva mwbmqrimilitarizzato la mwbmuRenania, e la regione della mwbmySaar venne restituita alla Germania dopo 15 anni di occupazione attraverso un plebiscito. Dopo lmwbmc'mwbmgAnschluss, Hitler prese di mira la Cecoslovacchia, provocando una crisi internazionale che portò all'mwbmkaccordo di Monaco nel settembre 1938, dando alla Germania nazista il controllo dell'industriale mwbmoSudetenland, che aveva una popolazione prevalentemente di etnia tedesca. Nel marzo 1939, Hitler smantellò la Cecoslovacchia, riconoscendo l'indipendenza della mwbmsSlovacchia e facendo del resto della nazione un mwbmwprotettorato. Nello stesso anno, mwbm0Memelland venne restituito dalla Lituania.
La Seconda Repubblica
La dichiarazione di Mosca
La mwbneDichiarazione di Mosca del 1943, firmata da Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito, includeva una "Dichiarazione sull'Austria", che affermava:
«I governi del
Regno Unito
, dell'
Unione Sovietica
e degli
Stati Uniti d'America
concordano che l'Austria, il primo paese libero a cadere vittima dell'aggressione hitleriana, sarà liberato dal dominio tedesco.
Considerano nulla l'annessione imposta all'Austria dalla Germania il 15 marzo 1938. Essi non si ritengono in alcun modo vincolati da eventuali cambiamenti intervenuti in Austria da tale data. Dichiarano di voler vedere ristabilita un'Austria libera e indipendente e quindi aprire la strada allo stesso popolo austriaco, nonché agli Stati vicini che si troveranno ad affrontare problemi simili, per trovare quella sicurezza politica ed economica che è l'unica base per una pace duratura.
Si ricorda, tuttavia, all'Austria che ha una responsabilità, alla quale non può sottrarsi, per la partecipazione alla guerra a fianco della Germania hitleriana, e che nella liquidazione finale si terrà inevitabilmente conto del proprio contributo alla sua liberazione.cite-ref-102[99]cite-ref-103[100]»
La dichiarazione era principalmente intesa a servire come propaganda volta a suscitare la mwbnwresistenza austriaca. Sebbene alcuni austriaci abbiano aiutato gli mwbn0ebrei e siano considerati mwbn4giusti tra le nazioni, non c'è mai stata un'efficace resistenza armata austriaca del tipo che si trova in altri mwbn8Paesi sotto occupazione tedesca.
Si dice che la Dichiarazione di Mosca abbia una storia di stesura piuttosto complessa.cite-ref-104[101] A Norimberga, mwbouArthur Seyss-Inquartcite-ref-105[102] e mwbooFranz von Papen,cite-ref-106[103] in particolare, vennero entrambi incriminati ai sensi del comma 1 (cospirazione per commettere crimini contro la pace) specificamente per le loro attività a sostegno del partito nazista austriaco e dellmwbo8'mwbpaAnschluss, ma nessuno dei due venne condannato per questo comma. Nell'assolvere von Papen, la corte osservò che le sue azioni erano a suo avviso immoralità politiche ma non crimini ai sensi del suo statuto. Seyss-Inquart venne condannato per altri gravi crimini di guerra, la maggior parte dei quali avvenuti in Polonia e nei Paesi Bassi, venne condannato a morte e giustiziato.
L'identità austriaca e la "teoria della vittima"
Dal 1949 al 1988, molti mwbpkaustriaci cercarono conforto nell'idea che l'Austria fosse la mwbpoprima vittima dei nazisti. Sebbene il partito nazista fosse stato prontamente bandito, l'Austria non ebbe lo stesso completo processo di mwbpsdenazificazione che venne imposto alla Germania. Mancando pressioni esterne per una riforma politica, fazioni della società austriaca tentarono a lungo di avanzare l'idea che lmwbpw'mwbp0Anschluss fosse solo un'annessione in punta di baionetta.cite-ref-107[104]
Questa visione degli eventi del 1938 ebbe radici profonde nei 10 anni di occupazione alleata e nella lotta per riconquistare la sovranità austriaca: la "mwbqmteoria della vittima" svolse un ruolo essenziale nei negoziati per il mwbqqTrattato di Stato austriaco con i sovietici ed indicando la Dichiarazione di Mosca, i politici austriaci facevano molto affidamento su di essa per raggiungere una soluzione per l'Austria diversa dalla divisione della Germania in stati separati dell'Est e dell'Ovest. Il Trattato di Stato, insieme alla successiva dichiarazione austriaca di mwbquneutralità permanente, segnò importanti pietre miliari per il consolidamento dell'identità nazionale indipendente dell'Austria nel corso dei decenni successivi.cite-ref-108[105]
Mentre i politici austriaci di sinistra e di destra tentavano di conciliare le loro differenze per evitare il violento conflitto che aveva dominato la Prima Repubblica, le discussioni sia sul nazismo austriaco che sul ruolo dell'Austria durante l'era nazista vennero ampiamente evitate. Tuttavia, il mwbqwPartito Popolare Austriaco (ÖVP) aveva avanzato, e continua ad avanzare, l'argomentazione secondo cui l'instaurazione della dittatura di Dollfuss era necessaria per mantenere l'indipendenza austriaca. D'altra parte, il mwbq0Partito Socialdemocratico austriaco (SPÖ) sostiene che la dittatura di Dollfuss abbia privato il paese delle risorse democratiche necessarie per respingere Hitler; eppure ignora il fatto che lo stesso Hitler fosse originario dell'Austria.cite-ref-109[106]
Aiutò gli austriaci anche a sviluppare la propria mwbrmidentità nazionale come prima. Dopo la mwbrqseconda guerra mondiale e la caduta della Germania nazista, l'ideologia politica del mwbrupangermanismo cadde in disgrazia ed è ora vista dalla maggior parte delle persone di lingua tedesca come un tabù. A differenza del XX secolo, quando non esisteva un'identità austriaca separata da quella tedesca, nel 1987 solo il 6% degli austriaci s'identificava come "tedesco".cite-ref-110[107] Da un sondaggio condotto nel 2008 risulta che l'82% degli austriaci si considera parte della propria nazione.cite-ref-111[108]
Gli eventi politici
Per decenni, la teoria della vittima è rimasta ampiamente indiscussa in Austria. Il pubblico era raramente costretto a confrontarsi con l'eredità della Germania nazista. Una di queste occasioni si verificò nel 1965, quando Taras Borodajkewycz, un professore di storia economica, fece commenti antisemiti in seguito alla morte di Ernst Kirchweger, un sopravvissuto al campo di concentramento ucciso da un manifestante di destra durante le rivolte. Fu solo negli anni '80 che gli austriaci affrontarono il loro passato misto su larga scala. Il catalizzatore della mwbsimwbsmVergangenheitsbewältigung (lotta per venire a patti con il passato) fu l'affare Waldheim. mwbsqKurt Waldheim, candidato alle mwbsuelezioni presidenziali austriache del 1986 ed ex mwbsysegretario generale delle Nazioni Unite, venne accusato di essere stato membro del partito nazista e della mwbscmwbsgSturmabteilung (SA). Successivamente venne assolto dal coinvolgimento diretto in mwbskcrimini di guerra. L'affare Waldheim aprì le prime serie discussioni sul passato dell'Austria e sull'mwbsoAnschluss.
Un altro fattore fu l'ascesa di mwbswJörg Haider e del mwbs0Partito della Libertà d'Austria (FPÖ) negli anni '80. Il partito aveva combinato elementi della destra mwbs4pangermanista con il liberalismo di mercato sin dalla sua fondazione nel 1955, ma dopo che Haider salì alla presidenza del partito nel 1986, gli elementi liberali divennero sempre più emarginati. Haider iniziò a usare apertamente la retorica nazionalista ed anti-immigrati. Venne criticato per aver utilizzato la definizione "mwbtavölkisch" (etnica) di interesse nazionale ("Austria per gli austriaci") e le sue scuse per il passato dell'Austria, in particolare chiamando i membri delle mwbteWaffen-SS "uomini d'onore". A seguito di un drammatico aumento del sostegno elettorale negli anni '90 che raggiunse il picco nelle mwbtielezioni del 1999, l'FPÖ entrò in una coalizione con il mwbtmPartito Popolare Austriaco (ÖVP), guidato da mwbtqWolfgang Schüssel . Ciò venne condannato nel 2000. La coalizione indusse le regolari mwbtuDonnerstagsdemonstrationen (manifestazioni del giovedì) in segno di protesta contro il governo, che ebbero luogo nella mwbtyHeldenplatz dove Hitler aveva salutato le masse durante lmwbtc'mwbtgAnschluss. La tattica e la retorica di Haider, spesso criticata come solidale con il nazismo, costrinsero gli austriaci a riconsiderare il loro rapporto con il passato. Il partner della coalizione di Haider, l'ex cancelliere mwbtkWolfgang Schüssel, in un'intervista del 2000 con mwbtomwbtsThe Jerusalem Post, ribadì la teoria della "prima vittima".cite-ref-112[109]
Letteratura
Le discussioni politiche e la ricerca dell'anima si riflettevano in altri aspetti della cultura. L'ultima commedia di mwbuiThomas Bernhard, mwbumHeldenplatz (1988), suscitò polemiche ancor prima di essere rappresentata, cinquant'anni dopo l'ingresso di Hitler in città. Bernhard rese la storica eliminazione dei riferimenti all'accoglienza di Hitler a Vienna emblematica dei tentativi austriaci di rivendicare la propria storia e cultura secondo criteri discutibili. Molti politici definirono Bernhard un mwbuuNestbeschmutzer (danneggiando la reputazione del suo paese) e chiesero apertamente che lo spettacolo non fosse messo in scena al mwbuyBurgtheater di Vienna. Waldheim, ancora presidente, definì la commedia "un grossolano insulto al popolo austriaco".cite-ref-113[110]
La commissione storica e le questioni legali in sospeso
Nella mwbvqRepubblica federale di Germania venne parzialmente istituzionalizzata la mwbvumwbvyVergangenheitsbewältigung ("lotta per fare i conti con il passato") in contesti letterari, culturali, politici ed educativi. L'Austria formò una mwbvcHistorikerkommissioncite-ref-114[111] ("Commissione degli storici" o "Commissione storica") nel 1998, con l'incarico di rivedere il ruolo dell'Austria nell'espropriazione nazista di proprietà ebraiche da un punto di vista accademico piuttosto che legale, in parte in risposta alle continue critiche alla sua gestione delle rivendicazioni di proprietà. La sua adesione si basava su raccomandazioni provenienti da vari ambienti, tra cui mwbvwSimon Wiesenthal e lo mwbv0Yad Vashem. La Commissione presentò il suo rapporto nel 2003.cite-ref-115[112] Il noto storico dell'Olocausto mwbwiRaul Hilberg rifiutò di partecipare alla Commissione e in un'intervista espresse le sue strenue obiezioni sia in termini personali che in riferimento a questioni più ampie sulla colpevolezza e responsabilità austriaca, paragonando quella che riteneva una relativa disattenzione da parte del mwbwmCongresso ebraico mondiale all'accordo che disciplinava le partecipazioni bancarie svizzere di coloro che sono morti o sono stati sfollati a causa dell'Olocausto.cite-ref-116[113]
Il mwbwkSimon Wiesenthal Center continuò a criticare l'Austria (fino al giugno 2005) per la sua presunta riluttanza storica e continuò a portare avanti in modo aggressivo indagini e processi contro i nazisti per crimini di guerra e crimini contro l'umanità dagli mwbwoanni '70 in poi. Il suo rapporto del 2001 offriva la seguente caratterizzazione:
«Data l'ampia partecipazione di numerosi austriaci, anche ai massimi livelli, all'attuazione della soluzione finale e di altri crimini nazisti, l'Austria avrebbe dovuto essere un leader nel perseguimento degli autori dell'Olocausto nel corso degli ultimi quattro decenni, come è avvenuto in Germania. Purtroppo è stato fatto relativamente poco dalle autorità austriache in questo senso e infatti, con l'eccezione del caso del dr.
Heinrich Gross
, che è stato sospeso quest'anno in circostanze altamente sospette (ha affermato di non essere idoneo dal punto di vista medico, ma fuori dal tribunale si è rivelato sano), non è stato condotto in Austria un solo procedimento penale per crimini di guerra nazisti dalla metà degli anni '70.
»
Nel 2003, il Centro lanciò uno sforzo mondiale chiamato "Operazione: ultima possibilità" per raccogliere ulteriori informazioni su quei nazisti ancora in vita che erano potenzialmente soggetti a procedimento penale. Sebbene i rapporti emessi poco dopo attribuissero all'Austria il merito di aver avviato indagini su larga scala, c'è stato un caso in cui recentemente sono sorte critiche alle autorità austriache: il Centro inserì il 92enne croato mwbxeMilivoj Ašner nella sua top ten del 2005. Ašner fuggì in Austria nel 2004 dopo che la Croazia aveva annunciato che avrebbe avviato indagini in caso di crimini di guerra in cui avrebbe potuto essere stato coinvolto. In risposta alle obiezioni sulla continuazione della libertà di Asner, il governo federale austriaco rimandò le richieste di estradizione dalla Croazia o le azioni giudiziarie di mwbxiKlagenfurt, adducendo motivi di demenza nel 2008. Milivoj Ašner morì il 14 giugno 2011 all'età di 98 anni nella sua stanza in una casa di cura mwbxmCaritas sempre a Klagenfurt.
Il Sudetenland
Il verificarsi della mwbxycrisi dei Sudeti all'inizio del 1938, portò all'mwbxcaccordo di Monaco dell'autunno dopo il quale mwbxgla Germania nazista occupò i Sudeti. Questi eventi presi nel loro insieme possono essere visti come un ciclostile della pagina dellmwbxk'mwbxoAnschluss nel programma di Hitler.cite-ref-ushmma-118-0[115]cite-ref-whlfp2-119-0[116]
Il patto Molotov-Ribbentrop
L'annessione degli mwbyuStati baltici da parte dell'mwbyyUnione Sovietica sulla scia del mwbycpatto Molotov-Ribbentrop del 1939 venne considerata come quella dellmwbyg'mwbykAnschluss.cite-ref-120[117]
La dottrina Karaganov
La dottrina Karaganov, che afferma che la mwbzeFederazione Russa dovrebbe atteggiarsi a difensore dei diritti umani dell'mwbzietnia russa che vivono nel "vicino estero" allo scopo di ottenere influenza politica in queste regioni, venne proposta per la prima volta nel 1992 da mwbzmBoris Yeltsin di cui Karaganov era consigliere.cite-ref-mm2-121-0[118] Diversi studiosi hanno trovato l'idea dellmwbzg'mwbzkAnschluss per essere il progenitore dell'idea di Karaganov.cite-ref-122[119]cite-ref-123[120]
Note
Annotazioni
cite-note-nota-1N 1. ↑ Fino alla mwbakriforma ortografica tedesca, nel 1996, mwbaoAnschluss veniva scritto mwbasAnschluß; l'ultimo termine si può trovare nella letteratura più antica.
cite-note-nota2-4N 2. ↑ Dopo che lo stato-nazione della mwba8Prussia, dominata dai tedeschi, venne creato nel 1871 senza l'Austria, la questione tedesca era ancora molto attiva nella maggior parte delle terre di etnia tedesca dell'impero mwbbaaustro-ungarico e di quello tedesco; i pangermanisti austriaci erano a favore di una visione pangermanista dell'Austria che si unisse alla Germania per creare una "Grande Germania" e i tedeschi all'interno dell'Impero tedesco erano a favore dell'unificazione di tutti i tedeschi in un unico stato.cite-ref-3[2]
Fonti
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Voci correlate
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• mwcymResistenza austriaca
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• mwcycSudetenland
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Collegamenti esterni
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